TitoloL’esperimento di Pacini sull’origine dei raggi cosmici
Numero6/2011
Sottomesso daAlessandro De Angelis
Sottomesso il30/5/2011
StatoSottomesso
AutoriG. Batignani, G. Cerretani, M. Bitossi, R. Paoletti, A. De Angelis
AbstractNei primi anni del ‘900 i più grandi fisici sperimentali si confrontavano su una domanda: qual è l’origine della radioattività naturale che si osserva sulla Terra? Grazie agli studi compiuti fu possibile dimostrare che parte della radiazione era di natura extraterrestre: si scoprirono così i cosiddetti “raggi cosmici”, particelle che arrivano da acceleratori cosmici, probabilmente buchi neri supermassicci e resti di supernova, a energie anche centinaia di milioni di volte maggiori di quelle che riusciamo a produrre con i più potenti acceleratori della Terra. Le misure decisive furono compiute negli anni dal 1908 al 1912, soprattutto da parte dell’italiano Domenico Pacini, assistente a Roma e poi professore a Bari, il quale nel mare antistante l’accademia navale di Livorno e poi nel lago di Bracciano dimostrò nel 1911 che la radioattività diminuiva sott’acqua, e dell’austriaco Victor Hess, assistente a Vienna e poi professore in Austria e a New York, il quale misurò che la radioattività aumentava con l’altitudine in un volo in mongolfiera. Fu quest’ultimo che nel 1936, due anni dopo la morte di Pacini, vinse il premio Nobel per la scoperta dei raggi cosmici: Hess è celebrato come lo scopritore dei raggi cosmici, mentre Pacini è stato dimenticato. Nella ricorrenza del centenario, abbiamo progettato un semplice ed economico apparato sperimentale per riprodurre l’esperimento decisivo di Pacini. Due studenti del corso di laurea in Fisica e Tecnologie Avanzate dell’Università di Siena, nell’ambito del corso di Laboratorio di acquisizione e analisi dati, hanno eseguito la misura nell’invaso del Calcione in Toscana. In questo lavoro descriviamo l’esperimento e raccontiamo la misura e i risultati.
File6-2011-deangelis.pdf